Mani per la Vita:

Sollievo e Conforto


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CONGO: sarà Natale, e speriamo un Buon Natale.

 

Sono reduce da un viaggio in Congo, che non avevo ancora raccontato a quelli che ci seguono. Un viaggio di quelli che si dimenticano difficilmente.

Ho passato 45 giorni in un quartiere periferico della città di Lubumbashi, in Congo, quello dove vive la famiglia (casa in affitto); stessa loro vita, stesse loro difficoltà di ogni giorno. La mia cameretta più o meno 3 metri per 2: un lusso. Bagno e doccia fuori, ed acqua del pozzo per lavarsi; unica mia pretesa : l’acqua da bere in bottiglia, per evitare problemi gastrici.

Un viaggio rivelatore, in quanto in questo periodo, ho vissuto il quotidiano che vive non solo la mia famiglia, ma il 90 % della popolazione, povera, anzi, pauperizzata, perché la fruizione per tutti delle immense ricchezze del paese avrebbe dovuto alzare, e di molto, il livello di vita. E' da chiedersi come sia  possibile, ritrovare il paese nelle stesse, o anche peggiori,  condizioni di vita e di sviluppo di quando lasciai l’Africa 40 anni fa.

 

Mi sono dovuto “mimetizzare” nel quartiere, per non far vedere e capire che venivo dall’Europa; sarebbe stato rischioso per me: da una parte l’invidia di chi non riesce a mettere su un pranzo al dì, contro di me che vengo da un paese dove il cibo addirittura riempie i bidoni della spazzatura; e dall’altra parte la tentazione di qualcuno, pronto a venire a portarmi via quel po' di ricchezza presente nei  bagagli; il rischio di essere visitato, nottetempo, da ladri armati (quindi militari, esercito) decisi a sparare, a stuprare le donne presenti in casa, piccole o grandi che siano, tutto ciò anche per solo un centinaio di dollari.

Per la prima volta ho sentito sparare di notte, nemmeno lontanissimo da dove abitavo, e ho visto la mattina alcune persone piangere i loro morti, sapendo che i colpevoli, pur conosciuti, non sarebbero mai stati  puniti.


PRECARIETA', INSICUREZZAPAURA; è quel che ho percepito io, in questi giorni.

ORDINARIA QUOTIDIANITA'  invece per chi qui deve vivere.


Ho dovuto nascondere la videocamera, con la quale avrei potuto fare bellissime riprese per documentare il viaggio, ho nascosto la fotocamera, (una mirrorless di fascia media), troppo "sofisticata" per molta gente, ma anche vista dagli onnipresenti servizi di sicurezza, come un possibile occhio indagatore ed indiscreto, pronto a catturare e descrivere al mondo, i disservizi, le ingiustizie, la miseria, i soprusi…

Ho fatto, nonostante tutto, nascosto dietro al teleobiettivo, belle foto (che presto vi inviteremo a guardare); e sono foto che parlano di rassegnata disperazione negli occhi degli adulti, di smarrimento nei bambini, ma anche per fortuna, di una invincibile ostinata capacità di sognare un domani diverso, forse migliore, benché l’oggi non lasci intravvedere molta luce.

FARAJA E NATALE

DESOLAZIONE

 

la foto catturata dal teleobiettivo può essere riassunta in una parola: desolazione

SPERANZA

 

Fortuna che l'incontaminata capacità di sognare dei bambini,li fa guardare al futuro con fiducia.


 COSA SUCCEDE ? Il Congo è un paese dal sottosuolo ricco, forse troppo ricco: coltan, uranio, cobalto, rame, diamanti, oro….Sono troppi gli interessi per sfruttare questi minerali, a discapito del benessere della popolazione. La così detta comunità internazionale, e l’ONU, stanno (ancora) a guardare: hanno visto e tollerato massacrifosse comuniesercito in assetto da guerra schierato a reprimere pacifiche manifestazioni di protesta, agenti delle nazioni unite impunemente assassinati con manifesta complicità di personalità di governo congolese...E condanneranno, molto probabilmente, e con la massima energia,  i massacri che si scateneranno la settimana prossima, in seguito alle elezioni del 30 dicembre, programmate in modo che vinca, in modo fraudolento, il candidato del partito al governo, il fantoccio che dovrebbe proseguire la politica di repressione e di depredazione attuata per 18 anni dal precedente presidente.

E succederà questo: la popolazione che durante la campagna elettorale ha dimostrato di non gradire il candidato del governo, e di aspirare al cambiamento, e i sostenitori dei 2 candidati dell’opposizione più seguiti, contesteranno il risultato; dall’altra parte, l’attuale presidente e il partito al governo non accetteranno mai la vittoria del campo dell’opposizione. Si profila uno scontro di cui non si possono prevedere le conseguenze. Certo è che ogni angolo del paese è presidiato da militari come non si è mai visto fin’ora. E questo lo sanno la comunità internazionale e l’ONU. Nessuno potrà dire “non sapevo”. Lo dice chiaramente anche il recentissimo premio nobel per la pace, Denis Mukwege, ginecologo congolese acclamato da tutti, fuorché dal proprio governo: la pace in Congo ci sarà solo se si dimettono il presidente Kabila e la sua banda di corrotti; E agire, è dire no all’indifferenza.






 




 

 


E' IN QUESTA ATMOSFERA CHE IN CONGO SI ACCINGONO A FESTEGGIARE IL NATALE, SPERANDO SIA UN GIORNO IN CUI RIUSCIRE  "A DIMENTICARE" QUANTO E' SUCCESSO IERI, E QUANTO SUCCEDERA' DOMANI.






 




 


L'ASSOCIAZIONE FARAJA AUGURA, CON L'ACCATTIVANTE SORRISO DI QUESTI BAMBINI, MOLTI DEI QUALI ORFANI, UNA GIOIOSA FESTA DI NATALE E  UN SERENO ANNO NUOVO, E RINGRAZIA QUANTI CI HANNO AIUTATO E CI AIUTERANNO A DARE QUELLA MANO IN PIU'  DI SOSTEGNO, DI CONFORTO. .. PER QUESTI ED ALTRI BAMBINI.